IN EVIDENZA

Il movimento studentesco del 1990 tra protesta, progetti, speranze

Tra il dicembre del 1989 e la primavera del 1990 un intenso movimento di contestazione investe le università sullo sfondo dello sconvolgimento dell’ordine mondiale e dello stallo del sistema politico italiano.
Gli studenti protestano contro la legge sull’autonomia delle università del ministro A. Ruberti e per difendere il diritto allo studio. Si coordinano in un movimento che prende il nome di Pantera da un episodio di cronaca: una pantera avvistata vicino Roma e mai catturata.
Per diversi mesi la Pantera graffia la politica italiana contro la riforma Ruberti e su molti altri temi di lotta che uniscono una generazione investita dall’urto dell’ideologia neoliberista, intimorita dalle trasformazioni economiche e sociali in corso, ma intenzionata a esprimere la propria soggettività, progetti, speranze. La mostra ripercorre la traiettoria del movimento della Pantera, dagli esordi alla disgregazione.

IL CONVEGNO

Per il convegno (un giorno e mezzo o due di lavori, e che comunque è solo una delle iniziative previste, altri spazi di dibattito devono essere previsti) si sta ragionando, in questa fase iniziale del lavoro della commissione/gruppo, su 2 ipotesi.

Una più orientata sulle questioni dell’istruzione e della cultura, compresa l’università, che in definitiva era il punto centrale del movimento, l’autonomia e la condizione studentesca in generale. Il che comporta una riflessione sulla nostra generazione, sul movimento, e una presa di posizione sull’agenda politica di oggi (vedi la questione dell’autonomia leghista) , ma anche sugli spazi e la fruizione della cultura che apra a tematiche della città. 


L’altra ipotesi è più centrata sul movimento e le forme della politica. Si tratterebbe di articolare storia e memoria : un’analisi e riflessione sul movimento nel contesto dell’Italia di allora, ma anche una parte più esperienziale e di testimonianza, magari attraverso forme come delle video interviste, che aprirebbe alle forme del fare politico di oggi: che abbiamo fatto, da allora, e oggi? Naturalmente le due ipotesi, pur senza essere sovrapponibili, hanno dei punti di intersezione, sui quali stiamo ragionando.